Buon autunno da Frabosa Soprana!

 

 

 

Buon autunno da Frabosa Soprana: la stagione adatta alla riflessione, ai lavoretti fatti in casa con piacere perche’ le giornate si accorciano, ai pranzi di famiglia della domenica (che avevamo sospeso durante l’estate passata in riva al mare) qui da noi si annuncia sempre con una gran frenesia.
In montagna noi umani siamo un po’ come le formiche: mettiamo via le nostre provviste, sotto forma di conserve, di legna, di castagne: si sente ancora l’alternarsi delle stagioni, che in citta’ si e’ un po’ perso.

autunno

 

Oggi che e’ mezzo nuvolo niente legna da sistemare, ma meditazione pura ( e scrittura davanti al camini): l‘autunno invoglia ad esser piu’ riflessiva perfino perfino un rompighiaccio come me! 

autunno

 

E vi diro’ anche che i momenti di riflessione sono pochi qui allo chalet, dove c’e’ sempre da fare: potete star sicuri che appena le castagne stanno cadendo davvero (iniziano dopo il 20 di settembre da noi a 1000 metri, ma il clou si ha ai primi di ottobre) si mettera’ a piovere, rendendo impossibile raccoglierle.
Subito dopo cadranno le foglie e con un po’ di sfortuna si appiccicheranno in terra, rendendo disagevole e a volte impossibile il raccoglierle e bruciarle.

Voi direte che vanno compostate.
Certo, lo so anch’io, ma la composta di castagno non si fa con profitto per via dell’alto tenore di tannino, che la rende quasi inutilizzabile.
Ne esce si’ una bella terra scura, ma provata nell’orto non da esito eccezionale.

Da noi qui si fa il badín, cioe’ si fa un solco circolare attorno agli alberi e vi si interrano un po’ di foglie, ma e’ piu’ un levarle da mezzo (simile alla polvere nascosta sotto il tappeto) che un vero e proprio concimare proprio per il motivo che vi ho detto.

Che possiamo farci?

L’autunno in montagna e’ magico lo stesso.

Quest’anno non ci ha portato funghi, ma in compenso non ricordo delle castagne cosi’ belle e dolci, sane e abbondanti: non e’ piovuto in estate e le castagne non si sono annacquate dentro, diventando un concentrato eccezionale di zuccheri!
Meno male.

autunno

Sapete che cosa mi piace dell’autunno in montagna?
Il profumo della legna quando la sistemo, l’odore di bruciato che esce dal camini e si sparge nell’aria, il ticchettio della pioggia sulle tegole, lo scampanare delle mucche che rientrano dagli alpeggi.
Vorrei regalarvi questo suono per augurarvi BUONA DOMENICA: la voce delle mandrie che, come ogni anno, passano sotto casa mia, dirette alle stalle di pianura.

Le mucche da noi scendono dagli alpeggi entro la meta’ di settembre, di solito, perche’ poi fa troppo freddo per loro, che devono dormire all’addiaccio: poi di solito si fermano a mezza quota, appena sopra i 100 m e restano ancora una settimana li’ prima di rientrare alle stalle.

Non c’e fretta nel rientrare, perche’ poi i mesi in stalla a fieno secco saranno lunghi e non piacevoli, senza mai poter sgranchire le zampe su un prato.
Quest’anno c’e stato piu’ relax del solito perche’ faceva caldo, ma i mandriani oculati sono scesi tutti la settimana scorsa.

Ieri quelli piu’ avventati si sono fatti sorprendere dalla nevicata in quota (annunciata da una settimana da tutti i programmi meteo) e hanno dovuto correre.
Povere bestie, sotto la neve.

autunno

Ecco… buona domenica con l’ Almabtrieb, il ritorno dai pascoli con i suoi rumori.

 

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