Birra, anzi quattro birre per tre birrifici da paura: due parole firmate MatteoFalcon

 

Ve l’avevo detto che per le faccende alcoliche avrei assoldato un collaboratore, mi pare… per cui ecco qui, un po’ in ritardo -ma i giovani studenti sono sempre molto presi- direttamente da Tuttofood a parlare di birra, anzi di quattro birre per tre birrifici da paura, con commento firmato MatteoFalcon e rimaneggiato da me per dare veste organica ai sui appunti su iphone.

 

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Mi soffermerei a questa tornata su quattro assaggi fatti presso lo stand di Luis Biscaldi, importatore cortese, generoso negli assaggi e pure delle mie parti, perche’ la sua sede e’ a Genova-Voltri quindi io, che sono fieramente Zeneize di nascita, mi sono sentito a casa.

Ho segnato sul taccuino tre nomi che gia’ conoscevo, e si sono confermati degni di nota: Samuel Adams, Celt, Innis&Gunn.

Partiamo dalla Samuel Adams Boston Lager.

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Il colore e’ dorato tendente all’ambrato e il sapore rotondo e pieno, con sentore di caramello e leggermente anche di tostato.
E’ una birra da 4.9 gradi del piu’ grande birrificio artigianale del mondo, che si trova a Boston ed e’ intitolato al patriota che fu uno degli ispiratori del Boston Tea Party.
Il produttore e’ famoso per molte birre e per una selezione limited che include Infinium, Millennium e Triple Bock, ma soprattutto Utopias, una birra, proposta in esemplari numerati, che arriva a 28 gradi.
Da cercare e provare, mi sono detto, appena ci riesco, per assaporare la rich malt and wood complexity che dicono sprigioni.

E poi ci sono le Celt: Celt Experience, recita l’etichetta, ed e’ davvero un’esperienza.
Il birrificio ha iniziato a “brewing seriously… as serious as Tom gets anyway” una decina di anni fa e da allora la produzione si e’ arricchita di molte tipologie.
Quasi tutti conosciamo la Chieftain, che fa 4.1 gradi e quindi va giu’ bene, ma la produzione di Celt e’ vasta.

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La Silures, ad esempio: e’ una pale Ale da 4.6 gradi, molto particolare perche’ sprigiona sentori fruttati e balsamici di pino, molto pungenti e con retrogusto leggermente amaro.
A me ha ricordato un liquore assolutamente di nicchia che compro in Austria, dal sapore di pino: lo Zirbengeist (non a tutti piace)

 

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Ho trovato invece la Native Storm di Celt meno entusiasmante: 4.4 gradi, leggermente ambrata, con retrogusto molto amaro (e’ in stile Indian) e parecchio speziato, infatti la ditta propone come abbinamento ideale l’agnello.

Finisco col botto: mi e’ sembrata molto interessante la Innis&Gunn Rum Finish.

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E’ una birra che fa 6.8 gradi, rosso scuro, e’ prodotta ad Edimburgo ed e’ affinata in botti massello di rovere infuse con una selezione particolare di rum i cui sentori sono ben percepibili nella birra.
Speziata e fruttata, e’ una birra da degustare anche da sola a fine pasto, secondo me: mi piacerebbe studiare quale sigaro abbinarle e ci pensero’ su.
Il sito ufficiale la da’ per una birra che puo’ reggere “un giro o due”, ma anche centellinata fa il suo bell’effetto.

Prossimo step?
Ricette in abbinamento, ma questa e’ una faccenda per La Masca in Cucina.
Io sono solo l’assaggiatore di corte.

Prosit, e ricordatevi che non e’ tedesco, ma latino.

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