Ad ExpoMilano 2015 per Beretta cooking show bagnato, cooking show fortunato

 

“Aei pregou pe l’aegua?” (avete pregato per l’acqua?) come disse anni fa il parroco di Sori (GE) quando -durante un periodo di siccita’- la mareggiata entro’ prepotentemente dentro la chiesa che si affaccia sulla spiaggia… ebbene, anche noi food blogger boccheggianti sotto il clima estivo assolutamente inclemente abbiamo fatto il tifo per la pioggia, ma certo nessuno si augurava che una specie di tifone tropicale funestasse il cooking show di ieri ad ExpoMilano 2015 presso lo stand di Piazza Beretta!

E invece…

Non mi lamento, anche perche’ brontolare contro Giove Pluvio e’ cosa da vecchi, e io sono giovane (dentro, soprattutto 😀 ), e poi perche’ e’ quando il gioco si fa duro che … va beh, lo sapete!
Quindi diciamo che anche a causa del tempo ho tante cose da raccontarvi.
Procedo con la solita ironia, perche’ se non sorridiamo di noi stessi siamo noiosi e supponenti e questo nel mio codice e’ male.

Ore 14.30: arrivo ad ExpoMilano per la sfida LA GIOSTRA DEI SAPORI col sole e, invece di fidarmi della cartina, decido di chiedere ad un volontario, il quale bypassa il termine “piazza” e mi spedisce a Cibus, allo “spazio” Beretta.
Ci arrivo, non trovo nessuno (nemmeno il tavolo!) e mi si accende la lampadina: caspita, la Piazza, accidenti: la Piazza sta da un’altra parte rispetto allo Spazio!

la masca in cucina
Ok, asse da impastare in spalla (mai uscire di casa senza un capo-spalla 😀 cosi’ elegante: ricordatevi che ultimamente fa tendenza!), borsa frigo nell’altra(sono una genovese, e come tale conto sempre solo sulle mie forze, quindi mi sono portata da casa della crescenza in piu’ -perche’ non si sa mai- e anche il mio mattarello piccolo e leggero), marito che mi supporta e mi sopporta e per l’occasione indossa i jeans contravvenendo alla regola aurea “vacanze=braghe corte” quindi suda, suda, suda… via lungo il decumano a cercare la strada n.13 in zona Corriere della Sera e Padiglione della Cina, dove mentre zampetto ricordo di aver visto -un mese fa- proprio lo stand Beretta.

Ore 14.45: salgo in postazione con gli occhiali da sole perche’ c’e’ una luce abbagliante e vedo che Maria Cristina, la Cesarina che deve fare il cooking show con me, e’ gia’ all’opera.
Preparo la posizione di lavoro (tavolo basso: ahia… perche’ non sono alta un metro e venti? Prevedo mal di schiena) e inizio a chiedere il prosciutto crudo di Parma DOP per realizzare la ricetta che scoprirete

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Intanto, mentre lo aspetto, mi guardo attorno.
Daniele, lo chef che ci coordina, e’ simpatico: ad ogni cosa che gli chiedo (tipo “Mi passi il sale?”) risponde “Ok, sono 5 euro”… deve aver captato che sono genovese!
Ottima cosa: lavorare in silenzio, in tristezza e con gente che ringhia mi farebbe scappare la voglia.

Ore 15.00: finalmente (ho mugugnato, approfittando del fatto che da una genovese ci si aspetta anche questo) e’ arrivato il prosciutto crudo di Parma DOP.
Lo so che non andrebbe affettato molto tempo prima perche’ secca e vira di colore, ma devo metterlo nelle focaccine, fatte a mano una per una, quindi va bene averlo adesso e conservarlo in frigo, estraendo poco alla volta quello che serve.
Devo stendere la pasta matta per prepararne un centinaio, quindi caro Maestro Salumiere (simpaticissimo, con quell’accento di Parma che per noi di fuori che non lo ascoltiamo spesso fa tanto Romagna, anche se Parma e’ in Emilia… capite cosa intendo, vero?) la prego, comprenda… mi serve tutto ora, subito, adesso!

Ore 16.15: caspita, ne ho preparate solo 35… ce la faro’? Devono essere circa 100 assaggi, impiattati e guarniti di rucola e pomodorini: non 10, 20 o 30… un centinaio!
E mentre immagino che qualcuno pensi “Non ce la fa, non ce la fa”, io so che ce la faro’ perche’ sono in linea coi tempi che mi sono prefissata.
E poi ho il marito al seguito, e caso mai chiedo a lui di aiutarmi, perche’ Daniele non puo’ mica correre da una postazione all’altra come una trottola!
Sono anche convinta che Daniele si stia chiedendo come andra’ a finire il mio piatto, perche’ mentre la postazione di Maria Cristina e’ tutto uno spentolare e sfumare con marsala e lambrusco (grazie per avermene allungato un bicchiere: e’ stato un ottimo carburante) dalla mia finora si alza solo una nuvola di farina!
Ma io so che la magia la faranno il forno e l’impasto in se’.

Ore 17.15 circa: pausa perche’ scendiamo sotto a fare la prova in bianco del cooking show col regista e con Sonia.
Entrate cosi’ e cosi’, mettete qui gli ingredienti, non li spostate dopo, non giratevi di scatto, la telecamera e’ li’ ed e’ fissa… insomma, le raccomandazioni di quando giri una videoricetta o una trasmissione.
Ma…
Plic, plic, plic… toh, guarda: piove!
Beh, saranno le due classiche gocce del temporalino estivo, dai.
Si’, certo: lo aveva detto anche Noe’ e guarda come e’ andata a finire!
Si scatena infatti “Diluvio Universale II – la vendetta” con tuoni, fulmini e saette e scrosci per qualcosa come 2 ore e mezza.
Lasciate che vi dia un dettaglio tecnico: lo stand Beretta e’ circolare e la terrazza al piano di sopra -dove stiamo preparando i nostri assaggi- e’ coperta da tetto, ma non corredata da finestre o pareti.
Notoriamente, in un ambiente circolare non ci sono angoli nei quali imboscarsi.
Il risultato e’ un freddo pazzesco che arriva all’improvviso, per cui e’ tutto un imprestarsi di felpe e giacche per non battere i denti.
Che facciamo nel frattempo?
Tentiamo di non farci innnervosire dalla musichetta che precede gli annunci dell’altoparlante (terribilmente ossessiva se la senti per molte ore), chiacchieriamo (scambio di ricette tra cesarina e food blogger, che proprio di esser competitive una contro l’altra non ne hanno voglia) e soprattutto iniziamo ad avere fame.

Ore 18.30: Ue’, ragazzi, ma qui non smette di piovere… cia’, facciamo che cuociamo le focaccine della foodblogger, perche’ gli involtini della cesarina son gia’ pronti, e poi le riscldiamo se si fara’ il cooking show.
Se lo dice lo chef, pronti agli ordini.

Ore 18.45: Certo che ste focaccine hanno un profumo quando sono cotte… ma non e’ che se ne puo’ assaggiare un paio?
Intanto qua due cooking show mica li facciamo: al massimo sara’ uno -se spiove- e quindi poi avanzar la roba sarebbe un peccato.
Segue un magna-magna nel quale la food blogger ha pure il becco di dire allo chef (che si sta leccando i baffi): “Ti ho visto che eri dubbioso, sai… ma adesso che son cotte ti piacciono, eh?”
Daniele conferma piu’ di una volta “Buone, ma buone proprio”
Evvai.

Ore 19.00: Continua a diluviare e le casse e i microfoni al piano sotto, fuori, se la passano assai male, e le sedie pure… sotto il diluvio, con la postazione del pubblico senza copertura alcuna, il cooking show va annullato.
Ci stracciamo le vesti?
Allora: onestamente credo che sia io che Maria Cristina abbiamo smoccolato all’infinito nel nostro intimo, perche’ avere come i colleghi che ci hanno preceduti la videoregistrazione della nostra ricetta ad ExpoMilano sul sito di Beretta ci sarebbe piaciuto parecchio.
Ma quello che ci dispiaceva maggiormente era l’idea che tutto quel cibo andasse sprecato.

Ore 20.00: i responsabili di Beretta hanno un’idea luminosa.
Anche se non si riesce a fare le riprese perche’ le casse e il resto sono a mollo, si possono far entrare gruppetti di persone ad assaggiare, mentre Maria Cristina ed io spieghiamo la nostra ricetta.

Bene, concludo.

Ore 20.30: Quella dei duri che giocano etc etc ve l’ho gia’ citata: ecco, noi credo che abbiamo superato noi stesse, spiegando a un pubblico interessatissimo e inzuppato cio’ che stava per mangiare, senza niente davanti, muovendo le mani in aria come il sarto furbone della favola “I vestiti nuovi dell’Imperatore” (Andersen, mica un micio-micio qualunque) per mimare la pasta matta che si stende col mattarello, la focaccina che si sigilla con la forchetta, il rotolino di carne che si farcisce con cruso di Parma DOP e grana.
Prossimo lavoro -per entrambe- in una prossima vita: il mimo.

Soddisfazione personale altissima, perche’ le mie focaccine sono state osannatissime da tutti e graditissime anche ai bambini, sempre in prima linea e sempre il pubblico piu’ interessato e con le domande piu’ imprevedibili, intelligenti, curiose.
Ogni spettatore sorrideva ed era incuriosito e bendisposto: gente rilassata nonostante il tempaccio, che capiva lo sforzo che noi e il Maestro Salumiere stavamo facendo per intrattenerla.

Certo: poteva andar meglio, se fosse andato tutto dritto.
Certo: non e’ stato un cooking show canonico.
Certo: mi dispiace che sul sito di Beretta non ci sia la mia videoricetta.

Ma il riscontro -dato dallo chef, dallo staff e dal pubblico- c’e’ stato ed e’ stato molto, molto lusinghiero.

In definitiva sono una dei pochi food blogger che hanno avuto finora la fortuna di cucinare ad Expo Milano 2015 e di avere un pubblico di assaggiatori che ha apprezzato in toto.

Quindi direi che e’ andato tutto alla grande e mi sento una food blogger felice.
Grazie, Beretta!
Ma la prossima volta prevedete due teli di copertura, per favore!
Comunque se vorrete girare il video della stessa ricetta in ditta io vengo, eh!
😀

Silvia, #storytellerdiCuneo

 

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